martedì 30 maggio 2017

Il tuo negozio di Cucine a Montebelluna

Se sei in cerca di una Cucina confortevole, pratica e accogliente per la tua Casa Stanza per Stanza Arredamenti a Montebelluna è il luogo ideale per soddisfare ogni tua esigenza e desiderio.


Tra i marchi partner di Stanza per Stanza Arredamenti potrai trovare marchi affermati come Spagnol, Silestone, Franke, GD Arredamenti, Vettoretti e molti altri.

Stanza per Stanza ti mette disposizione numerosi modelli di Cucine a seconda dei tuoi gusti.  Visita lo showroom a Pederiva di Montebelluna.

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giovedì 18 maggio 2017

Come scegliere un nome dominio (efficace) per il tuo blog

La scelta del nome dominio è uno dei passaggi che fanno la differenza: è sempre difficile l'acquisto, il rischio di fare un passo falso è dietro l'angolo. Ma devi prendere una decisione.



Bella sfida: scegliere un dominio capace di fare la differenza. Sei pronto per creare un blog? Hai preso la decisione giusta, vuoi fare un diario online per pubblicare contenuti. Il motivo lo decidi tu.
scegliere un dominio
Vuoi inseguire i tuoi sogni, vuoi trovare nuovi clienti, vuoi farti conoscere dalle persone giuste. Magari vuoi puntare sul concetto di inbound marketing e guadagnare con un blog sfruttando la tua passione.
Hai deciso diaprire un blog e hai scelto il template. Sei pronto. Ma aspetta, hai un piccolo scoglio da scalare: devi trovare un dominio. Un bel problema, vero? Individuare il nome non è stato un problema, o forse sì. Ma hai superato tutto. Poi ti hanno detto che aprire un blog gratis è un azzardo.
Devi comprare un hosting, una casa per il tuo impero. Ma come? In che modo? Soprattutto, come scegliere un dominio efficace e vincente per il tuo futuro blog? Ecco tutto quello che devi sapere.

Cos’è e a cosa serve un dominio web

Il dominio web è la combinazione di lettere e numeri che scegli per rendere reperibile il tuo sito web o il tuo blog su internet. Si tratta di una parola o di una combinazione di termini che precede un’estensione di primo livello e può essere anticipato da un terzo livello. Sì, perché i domini si organizzano in base alla posizione degli elementi separati da un punto, che si contano da destra a sinistra.
Il dominio di primo livello è l’estensione che può essere generica o nazionale. In pratica, sto parlando di gTLD (general top level domain) e ccTLD (country code top level domain) che possono essere utilizzati per descrivere di progetto. Il tutto si spiega con la classica differenza tra .com e .it: il primo identifica un’attività commerciale, il secondo un progetto italiano. Ovviamente ce ne sono molti altri.
Esistono dei gTLD che possono essere acquistati solo da determinate istituzioni, come il .edu. Il dominio di secondo livello, invece, è quello che scegli tu quando contatti un provider: racchiude la tua idea, il tuo progetto, la tua intenzione. Qui devi investire in termini di creatività
Cos'è e a cosa serve un dominio web
Poi c’è il dominio di terzo livello, un sottodominio che a sua volta fa parte di un riferimento più ampio. Ad esempio un’azienda può avere un sottodominio dedicato al forum (forum.lamiaidea.it) o a un dipartimento (ricerca.lamiaidea.it). In ogni caso la scelta più importante riguarda i primi due livelli.

Come scegliere un dominio efficace

La parte più interessante: creare un dominio efficace, scegliere la combinazione giusta. La regola base per registrare un dominio: deve essere tuo. Deve racchiudere un’idea, un concetto. Lo devi pronunciare e ritrovare come tuo. Il nome dominio non è una combinazione di keyword, è un’idea che diventa realtà. È la sintesi del brand. Quali sono le regole da rispettare? Il dominio deve essere:
  • Facile da pronunciare.
  • Facile da leggere.
  • Facile da scrivere e da ricordare.
  • Breve e diretto.
  • Possibilmente senza trattini.
  • Lontano da qualsiasi gioco di parole non voluto.
Detto in altre parole, devi scegliere un nome dominio semplice. Passiamo alla SEO: devono esserci le keyword? Google prende in considerazione questo elemento, e la presenza delle parole chiave rilevanti può essere utile. Ma questo non significa acquistare una lista di keyword senza senso.
Come scegliere un dominio efficace e vincente
Prima di acquistare un dominio dovresti fare un’analisi del passato. Forse nessuno lo ha utilizzato, o forse è stato usato per veicolare contenuti non coerenti con le linee qualitative. Quindi conviene fare una ricerca su Google per individuare eventuali menzioni e su archive.org. Così puoi vedere in passato cosa ha ospitato il dominio in questione. Un’analisi dei link in entrata completa il quadro.

Come acquistare un dominio web

Per acquistare un dominio basta andare in uno dei tanti provider, fornitore di servizi web, che trovi online. Ogni portale ha una sezione dedicata: qui puoi andare nella schermata che ti consente di cercare la tua idea, combinarla con un’estensione (gTLD o ccTLD) utile  e verificare la disponibilità.
Se la combinazione di dominio ed estensione è libera puoi acquistare e associare il nome dominio all’hosting. a questo punto sei pronto per creare il tuo blog. Se il dominio è occupato puoi verificare con Whois la proprietà e provare a fare un’offerta. Oppure puoi aspettare la scadenza e procedere.

Quale estensione dominio scegliere

Meglio scegliere il .it o il .com? Qual è il significato del .net? Quale estensione di dominio scegliere? Non c’è una regola precisa. Nel senso che è buona norma seguire le regole del primo livello: il dominio nazionale indica, appunto, la nazionalità del progetto. Mentre il generico gli scopi o gli obiettivi.
come comprare e scegliere dominio
La diffusione dei nuovi domini – Fonte immagine
Non ci sono particolari vantaggi nel preferire un’estensione al posto di un’altra, c’è solo una coerenza da rispettare per comunicare, nel miglior modo possibile, le basi del tuo lavoro. Anche se non mancano i giochi di parole (tipo scoop.it o del.icio.us) creati grazie a dominio di primo e secondo livello.
Vuoi scegliere con serenità? Ecco la lista domini internet di Wikipedia. Qui mancano però i nuovi domini che – come vedi dal grafico – stanno conquistando una larga fetta del web. In ogni caso è opinione diffusa: per un sito italiano meglio scegliere il .it o il .com (soprattutto se vendi qualcosa).

Nome dominio e SEO: quale rapporto?

In linea di principio avere le keyword più importanti nel dominio dovrebbe essere un punto a favore per la SEO. In passato si tendeva molto verso gli exact match domain (EMD), i domini che corrispondono esattamente a una query. In passato Google ha iniziato a penalizzare le soluzioni troppo spinte perché tendevano verso lo spam: contenevano (e contengono) pagine con contenuti poveri.
Questo porta alla fine della SEO quando devi scegliere un dominio? No, il punto è un altro. Anche Matt Cutts sottolinea l’importanza di puntare sul brand e non sulla keyword quando si parla di dominio. Google può collegare un dominio a un tema anche se non ci sono keyword correlate in questa stringa. Però molti SEO continuano a sottolineare l’importanza degli exact match domain in una strategia. o lavoro su questo punto: se posso inserire una parola utile a contestualizzare bene, però lavoro sull’identità.
Punta sul brand. Se non hai un marchio forte usa il dominio per descrivere quello che fai. Ma ti dico: nessuno si ricorda di www.scarpedaginnasticabelle.it, tutti conoscono www.nike.com. Questo passaggio, però, non risolve tutto il rapporto tra permalink e motori di ricerca.
URL SEO friendly
Una delle fasi più interessanti dell’ottimizzazione on-page per Google riguarda proprio la presenza di una URL SEO friendly, ovvero di un indirizzo che in qualche modo descriva il contenuto della pagina. Quindi, se il dominio deve rimanere un elemento pulito, non sporcato dalla logica delle keyword a tutti i costi, ciò che trovi dopo descrive il contenuto della singola pagina con le parole chiave necessarie.

Generatore di nomi per siti e blog

Sai, non è facile scegliere un dominio per il blog. Ecco perché puoi usare una serie di tool utili per trovare combinazioni interessanti. Ci sono diversi strumenti da sfruttare in queste circostanze, e io li ho raccolti tutti nel mio articolo: ecco 9 generatori di nomi dominio in italiano. Qualche nome da segnare in agenda? puoi provare domaintyper.com e il sempre valido www.dotomator.com.

Meglio sottodominio o sottocartella?

Scegliere un nome dominio non basta, spesso devi decidere come organizzare il tuo blog in un progetto più ampio. Se il diario corrisponde al dominio tutto bene, se invece hai un sito web nel quale aprire un blog può nascere il dubbio: sottodominio o sottocartella, cos’è meglio per  il tuo lavoro?
Questione antica e complessa. Scegliere un dominio blog.mysocialweb.it o www.mysocialweb.it/blog? Per Google la soluzione è più o meno simile, mentre Moz ha più volte sottolineato la preferenza per la directory.
La scelta che faccio io? Inserisco il blog in una cartella del dominio principale per dare linearità e coerenza con il brand. Il mio blog è parte del mio progetto. Anzi, è il mio progetto. Per la SEO meglio sottodominio o sottocartella? Per approfondire puoi dare uno sguardo al Tagliablog.

Scelta nome dominio: la tua esperienza

Hai già acquistato il dominio per il tuo blog? Non è un passaggio semplice, hai tante responsabilità da affrontare quando fai questa scelta. Ma sai cosa? La devi fare, non puoi prendere tempo e non puoi far passare altra acqua sotto ai ponti: devi aprire un blog professionale e lo dei fare subito.
Per questo hai bisogno di scegliere un dominio vincente, un dominio capace di comunicare nel minor tempo possibile la tua idea. Hai già scelto il tuo dominio? Vuoi qualche consiglio? Lascia tutto nei commenti.

Social Media Colours – I Colori del Web

Ecco la nostra guida dei colori dei social media per i 18 brand più importanti



Questi sono i colori che definiscono il Social Web nel 2017

Quante volte sei andato su Facebook solo per ottenere il giusto tono di blu dal sito? Se sei come me…. troppe volte.
Ecco perché ho tracciato i colori dei più famosi siti di social media e li ho messi tutti in un unico posto.
La maggior parte dei colori vengono direttamente dai loghi dei rispettivi brand.
Ogni voce ha il principale valore HEX e RGB per ogni piattaforma social.

Facebook Blue

HexFacebook Blue: #3b5998
RGB: 59, 89, 152

Twitter Blue

Twitter BlueHex: #55acee
RGB: 85, 172, 238

Google+ Red

Hex182-googleplus-red: #dd4b39
RGB: 221, 75, 57

YouTube Red

182-youtube-red
Hex: #bb0000
RGB: 187, 0, 0

Linkedin Blue

182-linkedin-blueHex: #007bb5
RGB: 0, 123, 181 

NEW Instagram Red Orange

instagram-red-orangeHex: #e95950
RGB: 233, 89, 80


Instagram Blue

Instagram BlueHex: #125688
RGB: 18, 86, 136

Instagram Purple Violet

instagram-purple-violetHex: #8a3ab9
RGB: 138, 58, 185


WhatsApp Green

WhatsApp GreenHex: #4dc247
RGB: 77, 194, 71

Pinterest Red

182-pinterest-redHex: #cb2027
RGB: 203, 32, 39

Vine Green

Vine GreenHex: #00bf8f
RGB: 0, 191, 143

Snapchat Yellow

Snapchat YellowHex: #fffc00
RGB: 255, 252, 0

Quora Burgundy

Quora BurgundyHex: #a82400
RGB: 168, 36, 0

Dropbox Blue

Dropbox BlueHex: #007ee5
RGB: 0, 126, 229

Flickr Pink

182-flickr-pinkHex: #ff0084
RGB: 255, 0, 132

Tumblr Dark Turquoise

182-tumblr-dark-turquoiseHex: #32506d
RGB: 50, 80, 109

Foursquare Logo Blue

182-foursquare-logo-blueHex: #0072b1
RGB: 0, 114, 177

Spotify Green

Spotify GreenHex: #00e461
RGB: 0, 228, 97

Behance Blue

Behance BlueHex: #1769ff
RGB: 23, 105, 255

RSS Orange

RSS OrangeHex: #ff6600
RGB: 255, 102, 0

martedì 9 maggio 2017

L'Elisir di Chanelle presenta il suo nuovo sito internet!

Ora anche l'Elisir di Chanelle di Volpago del Montello, in provincia di Treviso, può vantare un proprio sito web! Moderno, dinamico, al passo coi tempi, facile da usare, intuitivo, informativo.

Uno strumento per fidelizzare gli attuali clienti e per trovarne di nuovi promuovendosi nel territorio montebellunese.

Il nuovo sito web dell'Elisir di Chanelle: http://www.lelisirchanelle.it/

Da Chanelle puoi trovare prodotti professionali per parrucchieri e centri estetici, prodotti ricostruzione unghie, prodotti di bellezza e per la cura del corpo, soprattutto prodotti per donne ovviamente ma non manca anche un piccolo reparto dedicato agli uomini!

La Guida perfetta per gestire il tuo Brand sui Social

Ogni Social Network è diverso e segue regole di comunicazione e promozione differenti l’uno dall’altro. Ecco qui una semplice guida per gestire al meglio il tuo Brand!



Facebook

  • Stabilisci una frequenza di pubblicazione settimanale
  • Crea campagne advertising con contenuti rilevanti per la tua audience
  • Rispondi ai commenti dei fan
  • Tagga le Pagine di cui stai discutendo
  • Rispondi ai messaggi che i fan ti inviano

Twitter logoTwitter

  • Invia almeno 10 tweet al giorno
  • Interagisci con gli influencer del tuo settore
  • Condividi i link del blog e del sito web
  • Inserisci le CTA
  • Rispondi ai tweet
  • Monitora keywords e menzioni
  • Inserisci contenuti visuali nei tweet
  • Promuovi il lancio di un nuovo prodotto

InstagramInstagram

  • Posta una foto al giorno
  • Condividi quote motivazionali
  • Racconta cosa accade in azienda
  • Sei a un evento? Tagga i presenti
  • Segui gli influencer del settore e coinvolgili
  • Usa i DM per offrire una promozione ai follower
  • Racconta una Storia

Linkedin iconLinkedin

  • Aggiorna il tuo stato con frequenza
  • Interagisci nei gruppi di settore
  • Usa la Search per trovare colleghi
  • Aggiorna il tuo profilo con nuove competenze
  • Verifica le opportunità di lavoro

Google PlusGoogle Plus

  • Crea delle Cerchie con obiettivi strategici
  • Condividi post in modalità pubblica
  • Crea delle Raccolte con tematiche differenti
  • Cerchia ogni giorno persone nuove
  • Unisciti ai gruppi dove puoi promuoverti

YoutubeYoutube

  • Crea video How-To
  • Inserisci una domanda alla fine del video
  • Inserisci i sottotitoli
  • Rispondi ai commenti

PinterestPinterest

  • Collega Pinterest al tuo sito web
  • Aggiungi keyword rilevanti nei pin
  • Crea delle board con pin adatte ai tuoi clienti
  • Segui nuove board ogni settimana

La Guida perfetta per gestire il tuo Brand sui Social

martedì 18 aprile 2017

SEO Copywriting: cos’è e come farla. Guida

Fonte articolo: http://www.webinfermento.it/seo-copywriting/

La SEO Copywriting è l’arte di scrittura per gli utenti e per i motori di ricerca. La capacità di redigere e pubblicare testi che siano in grado di intercettare i bisogni degli utenti e dargli risposta nel modo migliore, fornendo valore e soddisfacendo le interrogazioni (query) fatte al motore di ricerca.
Il professionista specializzato in questa attività è il cosiddetto SEO Copywriter, un copy con conoscenza anche delle dinamiche di posizionamento nei motori di ricerca e abile nel redigere testi in grado di posizionarsi per una o più parole chiave.

Abbiamo pensato di redigere questa guida alla SEO Copywriting cercando di fornirti spunti utili da mettere subito in pratica, strategie editoriali, tool e strumenti a supporto e, per finire, i consigli di alcuni esperti della materia.
Buona lettura!

Sommario dei contenuti

Ci sono scuole di pensiero differenti in merito a questa figura. Ci sono coloro che vorrebbero distinte la figura del copywriter da quella del SEO. Il copy si occupa di scrittura di testi, mentre la SEO è una disciplina molto vasta e che non può essere sintetizzata solo come parte di ottimizzazione del testo.

Io sono dell’idea che la scrittura in ottica SEO sia oggi di fondamentale importanza, soprattutto alla luce del fatto che i contenuti rappresentano ormai un buon 50-60% di quello che serve per raggiungere i posizionamenti ambiti. Avere capacità di scrittura è un’abilità, ma essere anche in grado di implementare una scrittura ottimizzata per la SEO è un doppio vantaggio.

1. Come scrivere articoli SEO: le tecniche di scrittura SEO

Innanzitutto c’è da dire che chiunque voglia scrivere in ottica SEO, oltre a saper scrivere bene, deve conoscere le regole base dell’ottimizzazione on site dei testi.
Questi riguardano principalmente elementi come il title tag e la meta descrizione, i tag di intestazione, le url e il testo vero e proprio.

Title tag

Parliamo del fattore SEO on site più rilevante per il ranking. Mi capita di analizzare decine di siti in cui trovo ancora oggi title tag non ottimizzati a dovere. Molto spesso si usa scrivere la parola chiave principale della pagina alla fine del title, lasciando i caratteri iniziali al nome del sito.
A meno che non sia l’homepage, alla quale è utile dare rilevanza nel title al nome del brand, le altre pagine devono essere rilevanti per la parola chiave di riferimento. Inserire in tutti i title tag del sito il nome del brand, a cui segue la parola o nome della pagina, non fa che ridurre l’importanza assegnata dal tag title alla della parola chiave associata, in quanto è proprio al testo primario visibile che è attribuito il maggior potere.
Non ha senso inoltre inserire troppo testo nel title tag. Più è lungo il title tag più si fraziona l’importanza attribuita alla varie parole nel testo. Provare per credere.

Meta Description

Non ha alcun impatto sul ranking, ma questo non vuol dire che non debba essere valorizzato. Utile sempre fornire una descrizione della pagina che l’utente si appresta a visitare e una call-to action che lo inviti a sceglierci tra i risultati offerti nel listing.

Tag di intestazione

H1, h2, h3 e via dicendo. Utile a segmentare il paragrafo e a non rendere pesante all’utente la lettura di articoli molto lunghi. Non c’è una regola definita sulla scrittura dei tag d’intestazione; non devono per forza essere identici a quanto è già presente nel title tag ma, al contrario, essere utile a dare un titolo al paragrafo che segue.

Url Keyword Rich

Anche le url hanno bisogno di essere keyword reach. Contrariamente a quanto si crede, alle url Google attribuisce ancora oggi abbastanza importanza. Personalmente preferisco sfruttare la url della pagina per dare visibilità ad una parola chiave più generica e competitiva, che è magari anche quella primaria individuata, per la quale vogliamo far posizionare la pagina.
Quindi se nel title tag vado ad inserire una parola chiave di middle tail e poi utilizzo paragrafi e tag di intestazione per targetizzare le parole e frasi long tail, nella url userò la keyword primaria.

Testi e paragrafi

Negli anni la scrittura dei testi in ottica SEO è evoluta. Un tempo se scrivevi un testo troppo ottimizzato lato SEO riuscivi a superare i tuoi competitor per le parole di riferimento, al costo di confondere o infastidire l’utente. Oggi vale il contrario; i testi vanno scritti pensando all’utente e non al motore di ricerca. Una volta valorizzati campi come title tag e h1, il grosso del lavoro SEO è svolto correttamente.
Il testo deve però essere in grado di rispondere esattamente alla promessa fatta all’utente (nel title tag e nella descrizione) prima del suo accesso alla pagina dalla SERP di Google.
Se manca questa condizione è evidente che starai scrivendo per il motore di ricerca e non per l’utente. Attenzione a questo aspetto perché la ricerca della qualità nella soddisfazione dell’utente è un punto importante nel quale Google sta facendo passi da gigante. Sono diversi gli update algoritmici qualitativi che sta lanciando negli ultimi anni per restituire all’utente pagine che rispondano sempre meglio alle sue interrogazioni, basti ricordare l’Hummingbird Update che ha migliorato la capacità del motore di comprendere gli intenti di ricerca dell’utente e il recente Fred Update, sul quale non si sa ancora molto, ma che sicuramente sta premiando siti e pagine che rispondono in modo più efficace alle query degli utenti.

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2. Cos’è il long form

Ultimamente si parla spesso di long form, chiamato anche come pillar article. Il long form è solitamente un articolo molto denso di testo e strutturato in modo da tale da essere una mini-guida. Pensa ad un long form come una variante di quella più fastidiosa di spezzettare lo stesso articolo su più pagine, invitando/obbligando l’utente a cliccare sul tasto “avanti” per proseguire nella lettura del testo.
Il long form è, ad oggi, il miglior alleato SEO di chi gestisce siti di news, blog o magazine editoriali.
Attraverso il long form infatti si ha la maggior possibilità di costruire pagine web che si posizionino per più parole chiave correlate, senza dover per forza aver necessità dei link esterni.
I long form solitamente si presentano come testi di almeno 2000 parole, suddivisi in paragrafi, ognuno dei quali fornisce all’utente una risposta ed un approfondimento testuale specifico ma che, nel complesso, sviluppano fino all’osso un unico argomento, sviscerandone la gran parte delle tematiche semanticamente correlate al topic principale.
Per questo per fare un long form è, quasi sempre, necessario effettuare dapprima una corretta keyword research.
Un consiglio utile per la costruzione di long form è quello di dotarlo anche di un indice html posto sotto al titolo, che permetta all’utente di raggiungere direttamente il punto che gli interessa approfondire, senza essere obbligato a leggere tutto il testo. Ricorda, la semplificazione del percorso di navigazione unita alla risoluzione dell’interrogativo è la chiave per la soddisfazione dell’utente.

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3. La keyword Search nella SEO Copywriting

Ci sono tante guide nel web dedicate alla Keyword Search e questo paragrafo non ha l’obiettivo di trattare anche questo argomento. Se cerchi qualcosa di più specifico ti rimando alla mia guida scritta per SEMRush.
In questa sede ti basti sapere che la keyword research è la fase più importante nel processo di scrittura SEO e, in generale, di tutta la SEO.
Ogni argomento da approfondire va analizzato identificando:
  • intenti di ricerca;
  • sinonimi della parola chiave che l’utente potrebbe utilizzare;
  • caratteristiche associabili alla parola chiave.
Per caratteristiche intendo variabili come:
  • prezzo;
  • destinazione d’uso;
  • destinatario;
  • senza o con quali caratteristiche deve essere;
fino ad arrivare ad approfondire tutti gli avverbi interrogativi che possono essere associati ad una parola chiave:
  • come;
  • quanto;
  • dove;
  • quando;
  • perché;
  • ecc.
In questa fase dovrai prestare molta attenzione all’espansione della query, pensando avendo sempre a mente la struttura piramidale: dalla parola chiave prima, a più alto volume di traffico, sino a quella long tail, concentrandoti maggiormente su quest’ultima e trovando il maggior numero di associazioni semantiche che l’utente potrebbe realmente cercare.
Gli strumenti qui per te indispensabili saranno:
Questi strumenti andranno utilizzati in modo sinergico partendo dall’analisi delle parole chiave primarie.
Il keyword planner di google può essere utilizzato per avere una stima iniziale della parola chiave, i suoi volumi di traffico e il livello di competizione. Questa è però solo la punta dell’iceberg.
La parola chiave fa infatti poi sviluppata pensando alla strutturazione che dovrà avere il nostro articolo. Ogni paragrafo dovrà trattare una tematica differente correlata al tema principale, ogni sotto-titolo avrà come targeting una frase chiave middle-tail (qui ti consiglio l’utilizzo del tool Keyword Magic di SEMrush) e nel testo dovremo cercare di targetizzare quante più varianti possibili utilizzate dagli utenti per cercare risposte ai loro quesiti.
In quest’ultima fase sarà fondamentale l’utilizzo di un ottimo strumento come Answerthepublic, che fornisce tutte le varianti esistenti, di coda-lunga, correlate alla parola chiave da te inserita.
Non dimenticare poi di usare Google Suggest, che potrebbe rivelarsi una fonte particolarmente ricca di informazioni e il box in fondo alle SERP “ricerche correlate a…”.
Relativamente a Google Suggest, ti lascio un trucchetto suggerito da Enrico Altavilla. Posizionando il cursore del mouse in posizioni diverse di una frase, Google suggerirà parole diverse correlate a una stessa frase.