lunedì 27 marzo 2017

International Construction Design - In.Co.Des. Group

International Construction Design



In.Co.Des. Group è un’azienda italiana, con sede a Montebelluna (TV) specializzata nella realizzazione di superfici e soluzioni architettoniche innovative, sia nel territorio italiano, sia in Europa e nel resto del Mondo.
Soluzioni e superfici quali Rocce Artificiali, Pavimenti Stampati, Pavimenti Spruzzati (Spray Floor), Chromostone pavimento effetto “ghiaino lavato” e molto altro ancora.
Grazie all’ampia gamma di prodotti utilizzati, tutti Made in Italy, e al costante aggiornamento sulle tecniche di posa, sono in grado di offrire il massimo in termine di design interno e/o esterno.

Per questo Cliente 3DPrestige ha progettato e realizzato il nuovo sito web dell’aziendawww.incodesgroup.com, sviluppandolo su piattaforma WordPress in responsive design per l’ottimizzazione per i dispositivi mobili come smartphone e tablet.
Il nuovo sito internet presenta un’interfaccia grafica semplice e intuitiva per consentire agli utenti di raggiungere tutte le informazioni con pochi click.  Il sito web è stato inoltre ottimizzato in chiave SEO per un’efficace posizionamento sui principali motori di ricerca come Google e realizzato anche nella versione internazionale in lingua inglese.
InCoDes Group International Construction Design
Nuovo sito internet InCoDes Group
  • Progettazione e realizzazione nuovo sito web
  • Responsive design
  • Progettazione e realizzazione su piattaforma WordPress
  • Lingua: Italiano e Inglese
  • Ottimizzazione per i dispositivi mobili come smartphone e tablet
  • Ottimizzazione per i motori di ricerca come Google
  • Gallery integrata
  • Web Copywriting
  • Servizio SEO per le parole chiave del settore di riferimento

Come inserire un link: 7 dettagli che fanno la differenza

Fonte articolo: http://www.mysocialweb.it/2017/03/20/come-creare-un-link-facebook-blog/

Bella domanda, come si crea un link realmente efficace? Voglio dire, basta scegliere un anchor text e aggiungere l'URL che ti serve? Non proprio, ecco cosa devi sapere.

Sembra un argomento banale, vero? Come creare un link in una pagina web. O magari su Facebook. C’è bisogno di una guida per aggiungere un collegamento ipertestuale? In realtà sì, perché nel mio quotidiano girovagare online continuo a vedere blogger che lavorano male. A volte molto male.
Non è una critica. Come sempre siamo qui per crescere insieme. Spesso ci concentriamo su argomenti così complessi che mettono in ombra la base. Lavoriamo con la link building, vogliamo fare link earning e usiamo Google Analytics per tracciare tutto quello che succede sulle pagine del blog.
Ma poi mancano le fondamenta: come creare un link in un articolo e vivere felici. Senza dimenticare i principali social network come Facebook e Twitter. Metti in discussione tutto quello che sai, ecco una piccola guida per permettere ai tuoi lettori di raggiungere le risorse migliori. Con il benestare di Google.

Cos’è un link sul web?

Prima di iniziare chiarisco cos’è un link: un collegamento ipertestuale che mette in connessione due pagine. Questo elemento può essere riconosciuto come la base di partenza del world wide web, la struttura della rete così come la conosciamo. Google ha dato un valore a questi link per definire il posizionamento, quindi sono diventati decisivi per i professionisti del web.
Ma senza link non esiste tutto ciò che oggi usiamo per navigare, muoverci, scoprire e guadagnare. Ci sono diversi tipi di link: il più conosciuto è quello che usa l’anchor text per mettere in relazione i documenti ma ci sono anche le immagini, link collegati a bottoni e iFrame. L’azione che li anima, però, è sempre la stessa: il click con il pulsante sinistro del mouse. È impossibile immaginarsi un web senza collegamenti ma è così semplice aggiungere un link?

Creare un link con i tag HTML

Ecco come inserire un link con l’HTML. Questa operazione viene svolta dal CMS WordPress e non è obbligatorio conoscere il codice, ma consiglio di avere una buona competenza dell’argomento. Come si crea un link su una pagina web? Devi lavorare con il tag a href, qui trovi un esempio.
<a title="Ecco un blog interessante da leggere" href=”http://www.mysocialweb.it” target="_blank" rel="nofollow">Visita My Social Web</a>
Questo è il codice HTM per un link: c’è un tag che si apre e si chiude. Sto parlando di <a>, la base del link. Poi ci sono degli attributi che danno caratteristiche precise al link: il title lo descrive, il target=”_blank” apre il link in una nuova scheda e il nofollow toglie importanza ai fini del ranking al collegamento. Questa è la base, analizziamo i passaggi per creare un link su una pagina.
Come creare un link su WordPress? Come puoi ben vedere da questo video è semplice: selezioni l’anchor text che vuoi trasformare in collegamento e clicchi sull’icona con il simbolo della catena. Questo ti consente di andare oltre il testo e di creare un link con immagini e foto.

Scegli un anchor text parlante

La regola fondamentale per lavorare a favore della leggibilità senza dimenticare il mondo SEO copywriting: l’anchor text deve essere parlane. Ovvero deve spiegare il contenuto della risorsa di atterraggio senza aver bisogno d’altro. Vuoi linkare una fonte? Un articolo?
Leggendo l’anchor text devo capire dove arriverò. Quindi niente clicca qui, vai, vedi e altre particelle di testo. Attenzione ai link in uscita: non usare keyword troppo performanti, in questi casi lavora con nome brand o URL. È più sicuro e altrettanto corretto in termini di user experience.
Il fattore di innaturalezza risiede nel fatto che un blogger o webmaster difficilmente andrebbe a linkare spontaneamente ad una pagina prodotto utilizzando una money keyword (…). Per la link building, come anchor text verrebbe poi utilizzata una branded keyword o una key generica e quasi mai una money keyword.
Ecco cosa suggerisce Dario Ciracì sul blog di Semrush. Sono d’accordo su questa linea, consiglio di lavorare in modo pulito ma al tempo stesso di rispettare la leggibilità del testo. Usare un anchor text muto vuol dire impedire al pubblico di capire. Lo stesso però vale anche per Google.

Come si crea un link efficace

Ovvero, come si crea un link capace di essere letto come tale? La scelta dell’anchor test è decisiva ma devi rispettare una serie di elementi: il link deve essere di colore diverso dal font, cambiare aspetto quando viene toccato dal cursore del mouse e assumere un altro colore quando viene cliccato.
In questo modo il lettore sa cosa ha già visitato. Di default queste caratteristiche sono decise dal tema, quindi assicurati di avere le carte in regola e scegli un buon template WordPress.
Altro aspetto da considerare: devi monitorare il buon funzionamento dei collegamenti ipertestuali. In che modo? Puoi usare un software come Xenu o un plugin come Broken Link Checker: in questo modo curi la qualità della pagina web da una prospettiva utente e motore di ricerca.

Posso usare il target=”_blank”?

Prima di tutto, a cosa serve il target=”_blank”? A fare in modo che il link si apra in una nuova scheda del browser. Viene usato spesso dai blogger che vogliono mantenere il lettore sul sito: ogni click può essere fatale per la tua pagina web perché il rischio di perdere la visita è evidente.
Il target=”_blank”, che si inserisce con una semplice spunta nel form di inserimento link di WordPress, risolve il problema. Ma non dimenticare che questo può essere un errore: gli standard HTML deprecano l’uso di questa soluzione perché viene riconosciuta come forzatura.
Le persone non si aspettano di aprire link in una nuova scheda. Qual è la soluzione? Evitare il target=”_blank” è la chiave di partenza. C’è chi lavora con una buona via di mezzo: stessa scheda per i link interni, nuova scheda per quelli in uscita. Per me può essere una soluzione.

Cura i link interni dei post

I link interni possono fare la differenza. Permettono al lettore di scoprire nuove risorse e aiutano il posizionamento dei contenuti. Ma devono essere seguiti con cura. In primo luogo non devono essere messi a caso ma essere utili, contestualizzati, decisivi per aggiungere valore alla pagina.
Inoltre devono seguire una strategia. Io lavoro in questo modo: concentro i link interni sulla risorsa più conveniente. Devo spingere un articolo per la keyword Inbound Marketing? Tutti i collegamenti ipertestuali vanno verso quella risorsa. Che però non sempre è chiara. A questo punto uso l’operatore di ricerca site: per scoprire qual è l’articolo più rilevante all’interno del mio blog per quella query.
Un altro modo per ottimizzare i collegamenti: creare delle ancore interne HTML per generare un indice degli argomenti. Proprio come ho fatto in questo post. per ottenere un risultato del genere puoi lavorare con il codice, ma è molto più semplice usare il plugin Table Of Content Plus, semplice ed efficace.

Creare un link per scaricare file

Una domanda per chi fa blogging, ma anche per chi si cimenta un po’ nel content marketing. Hai creato un ebook, o magari il template di un calendario editoriale, e vuoi rendere il tutto scaricabile.
Come fai? Con WordPress il gioco è semplice: vai nella sezione media e carica il documento.
A questo punto vai nella scheda del file: in altro a destra c’è il file URL del prodotto scaricato.
Copialo e inseriscilo nel solito campo di WordPress per aggiungere link. In questo modo chi clicca sull’anchor text o sul bottone attiva direttamente il download del file che vuoi regalare. Un ottimo modo per far conoscere il tuo brand e guadagnare link.

Come creare un link Facebook

Non devi solo creare link in HTML. Il tuo compito come blogger è anche quello di generare buoni collegamenti su Facebook. Ovvero la tua fonte di traffico per eccellenza. Pubblicare un link su questo social vuol dire aumentare le visite. Quindi è un obbligo dare attenzione a questo passaggio.
Per inserire un link su Facebook basta incollare l’URL della pagina nel campo che consente la pubblicazione sul profilo o sulla pagina. Qual è l’elemento decisivo in questo equilibrio?
L’immagine, occupa gran parte dello spazio. Ricorda, deve essere rettangolare e superiore ai 600 x 400 px per essere sicuro di avere la preview grande. Puoi cambiare il visual usando WordPress SEO by Yoast, nella sezione social del singolo articolo puoi aggiungere anche un titolo differente.
Ricorda che WordPress SEO by Yoast permette anche di attivare le Twitter Card, le preview del link su Twitter. Basta andare nella sezione social del plugin e nella cartella dedicata al social network con le ali. Qui c’è una spunta dedicata alle card: la attivi e ti godi l’anteprima.

I tuoi collegamenti ipertestuali

Questi consigli fanno parte di un bagaglio minimo per ottimizzare le pagine web e per fare in modo che le persone siano soddisfatte. Come creare un link? Metti sempre al centro l’utilità per il pubblico e rispetta poche regole. Una buona parte le trovi qui. Vuoi lasciare altri consigli a chi vuole inserire collegamenti ipertestuali su Facebook e sulle pagine web? Pubblica la tua esperienza nei commenti.

lunedì 6 febbraio 2017

WordPress: Le Best Practice per Ottimizzare un Blog Post per i Social Media

Oggi non basta più avere un contenuto di valore, bisogna essere in grado di agevolare la sua distribuzione.

Il 2 Aprile 2016 sono stato invitato come Relatore al WordCamp Torino, evento grandioso con oltre 300 partecipanti.
Organizzazione stupenda e panel molto interessanti, eventi di questo genere fanno davvero bene e vi consiglio, se non eravate presenti, la prossima volta di esserci per fare networking e aumentare le proprie conoscenze.
Su WordPress.tv tutti i video del WordCamp Torino 2016.
Il mio intervento si è basato sull’ottimizzazione di un Post WordPress per i Social Media, quindi come rendere più social possibile un contenuto con lo scopo di aumentare la sua distribuzione in modo semplice e naturale.

The Content is The King? Si, ma oggi non basta.

Questa è una delle frasi più gettonate ai WordCamp, l’avrete sicuramente sentita, in pratica il “contenuto è il re” avere quindi un contenuto di valore è la chiave.
Oggi non basta più avere solo un buon contenuto, se abbiamo un buon contenuto di valore ma non riusciamo a farlo arrivare a nessuno, il nostro “King” rimane da solo nel castello.
Abbiamo bisogno di una “Queen” ovvero la distribuzione, e i Social Media possono agevolare questa distribuzione offrendo a tutte quelle persone che atterrano nel nostro castello gli strumenti giusti.
Se il contenuto è il RE, il nostro castello è il Blog e per essere raggiunto ha bisogno di sentieri ben delineati, grandi finestre da cui poter intravedere i contenuti e una buona Regina che sappia fare gli onori di casa e faciliti la distribuzione.

Anatomia di un Social Post

Il “Social Post” non esiste sia ben chiaro, me lo sono inventato ora, e non esiste nessuna formula magica, vi condivido solo quello che nel tempo ho imparato sul mio blog per agevolare la distribuzione dei miei articoli.
Facciamo caso di avere un articolo di vero valore, raro e di grande utilità. Il primo senza integrazione social e il secondo con integrazione.
Questo che vedete in basso è l’esempio di un buon post con Titolo, Descrizione, Immagini e Contenuto ma non ha nessuna integrazione con i Social Media, quindi le persone avranno difficoltà a condividerlo.
POST NO SOCIAL
I pochi che ritengono davvero condivisibile questo articolo o lo condividono grazie a funzionalità native come da iPhone oppure preleveranno la URL del post e lo distribuiranno sui loro canali social.
Come vedete un articolo di valore se non è ottimizzato e pronto per essere condiviso avrà meno successo in termini di distribuzione di un altro post che invece è “attrezzato” con aree in cui una persona può condividere facilmente sui social con massimo di 2 click.
Vediamo ora l’esempio dello stesso articolo ma con una buona integrazione social.
Questo articolo ha diverse aree in cui l’utente ha la possibilità di condividere l’articolo sui principali Social Media con pochi click e inoltre può visualizzare quanto è stato condiviso finora, offrendo a livello psicologico un motivo in più.
POST  SOCIAL
Se questo articolo è condiviso molte volte, sarà più probabile che mi stimoli a pensare che sia davvero di valore e quindi la possibilità di condividerlo sui miei canali social.
Le aree più efficaci in cui inserire i “social button” sono sicuramente subito sotto il titolo dell’articolo e sulla sinistra con un’area sempre in prima impressione e a portata di click.

I Social Comments

Altro punto interessante è l’integrazione dei commenti social, qui potete trovare un mio articolo dove ne parlavo, cosa molto utile se vogliamo far dialogare i nostri lettori tramite Facebook o altre piattaforme.
Queste conversazioni ci possono offrire maggiore distribuzione e visibilità nelle stesse piattaforme con la notifica delle attività dei propri amici.
Il dialogo sul nostro blog tramite piattaforme social di terze parti permetteranno di avere maggiore possibilità di distribuzione e visibilità.

Share Cross Content

Altro aspetto utile per cercare di rendere più “Social” possibile un articolo è quello di inserire delle aree di testo, con citazioni o titoli di altri articoli interessanti dello stesso tema, che siano dei focolai tattici d’attenzione e di condivisione su Twitter o anche Facebook.
The Content is The King? Si, ma oggi non basta più!CLICK TO TWEET
Qui a lato potete vedere un esempio in azione, una citazione utile che condivide questo stesso post con la dialog box nativa di Twitter, ma potrebbe anche essere con Facebook, funziona nello stesso modo.
Con alcuni plugin o codice nativo è possibile con due click far condividere una porzione di testo a una persona, in modo tale che vada a condividere il nostro articolo o addirittura scoprire un ulteriore articolo interessante.
Personalmente sono contrario a tutti quei plugin che obbligano la condivisione di un post per leggere la sua forma integrale. Evitateli.

Plugins WordPress

Se un Plugin non è necessario al nostro progetto WordPress meglio evitare di installarlo, ovvero se possiamo usare codice nativo per avere sempre le stesse funzionalità è meglio. Avremo meno plugin da gestire e meno probabilità di essere bucati da uno di questi plugin.
Ecco quelli che suggerisco per un Social Post Blog.
Me Likey – A Facebook Open Graph PluginPer gestire i Meta Tag di Facebook (consiglio codice nativo)
Twitter Cards MetaPer gestire i Meta Tag di Twitter (consiglio codice nativo)
Easy Social Share Buttons for WordPressPer integrare i social buttons (utilizzo su juliusdesign)
Tweet ThisPer condividere testo su Twitter (consiglio codice nativo)
WordPress Instant ArticlesPer gestire gli Instant Articles di Facebook
Google AMPPer gestire il progetto di accelerazione di Google

venerdì 27 gennaio 2017

Mobile Interstitial Penalty: Google contro i banner che infastidiscono la navigazione mobile

Fonte articolo: http://www.webinfermento.it/mobile-interstitial-penalty-google/

Quante volte ti è capitato di navigare da smartphone e aprire una pagina web che, anziché mostrarti il contenuto, un articolo, ti mostra un fastidiosissimo banner che ti invita ad eseguire un’azione, come iscriverti a una newsletter o acquistare un prodotto?
Sicuramente diverse.
Se ne era parlato alcuni mesi fa ed era già stato annunciato da Google e ieri è avvenuto il rilascio ufficiale del “Mobile Interstitial Update”, un update antispam che avrà l’obiettivo di filtrare nelle serp, quelle pagine che presentano banner interstitial intrusivi per la navigazione dell’utente.

Ma come si applica l’update?

Innanzitutto c’è da chiedere che il filtro (o penalizzazione) va ad applicarsi soltanto alla visibilità mobile di una pagina web, non quella desktop quindi e si applica a livello di singola pagina e non di sito e colpirà soltanto quelle pagine il cui contenuto non è facilmente accessibile dall’utente dopo il suo click ad un risultato restituito dalla serp.
Sostanzialmente, quei banner che siamo costretti a chiudere, a volte anche con difficoltà, prima di accedere al reale contenuto cercato.
Google ha spiegato quali sono le tipologie di interstitial che saranno interessati da questo aggiornamento:
  • pagine web che mostrano popup che coprono l’intera area del contenuto, subito dopo aver cliccato sul risultato dalla serp o anche quando compare a schermo intero, mentre stiamo leggendo un contenuto.
  • Pagine web che mostrano popup a tutto schermo che invitano l’utente a compiere un azione prima di giungere al contenuto di interesse.
  • Pagine web che utilizzano un layout con la parte “above the fold” molto simile ad un interstitial a schermo intero, ma il cui contenuto originale si presenta dopo l’interstitial.
Google ha però specificato che non tutti i banner ed interstitial da mobile sono da considerarsi intrusivi e fornisce anche esempi di quelli che non lo sono:
  • interstitial che il webmaster è obbligato ad avere nelle pagine, come la cookie privacy policy.
  • Interstitial con contenuti riservati e non indicizzabili pubblicamente, come ad esempio articoli accessibili soltanto se si è sottoscritto un abbonamento.
  • Banner che non occupano troppo spazio nello schermo e sono facilmente chiudibili dall’utente.
Ho già notato diversi siti anche di grossi editori che si sono adeguati per tempo a questo update, ma ho il timore che tante piccole attività e siti di venditori di info-prodotti, dovranno ancora aggiornare i loro layout e farlo il prima possibile.

SEO Tool per copywriter: 5 strumenti per scrivere meglio

Fonte articolo: http://www.mysocialweb.it/2017/01/20/seo-tool-copywriter-scrivere-meglio/

Ci sono dei SEO tool per copywriter che possono fare la differenza. E cambiare il modo di scrivere un blog. Possono influenzare un web writer o magari di chi deve scegliere una headline efficace. Insomma, anche chi scrive notte e giorno può usare gli strumenti di chi lavora con i motori di ricerca.
In che modo il web writer può trovare vantaggi grazie ai SEO tool? La soluzione è semplice: in questo universo sono comprese utility che possono analizzare un sito dall’header al footer. Così puoi trovare errori, problemi, occasioni e punti di forza. Io però mi rivolgo solo agli strumenti per scrivere.
Ci sono diverse soluzioni per ottimizzare una pagina web, e non puoi ignorare l’universo dei motori di ricerca se scrivi articoli per il blog (ma non solo). Devi lavorare per le persone, questo lo sai bene. Ma è proprio grazie a Google che trovi le informazioni per scrivere meglio. Poi i SEO tool fanno il resto.

SEO Tool: la giusta prospettiva

Prima di elencare strumenti e caratteristiche utili a chi scrive per mestiere, devo affrontare questo punto: qual è la prospettiva giusta? A cosa servono questi SEO tool? A migliorare l’opera di web writing, a limare le imperfezioni, a scegliere gli argomenti migliori, a individuare gli approfondimenti che le persone apprezzeranno.
Tanto per intenderci, non ci sono trucchi e inganni. Ma soprattutto niente estremismi: da un lato ci sono i puristi della scrittura, quelli che ignorano qualsiasi influenza del web marketing nel mondo dell’arte. Si scrive con carta e penna, ecco. Poi ci sono i writer che pensano di scrivere solo per i motori di ricerca. Ignorando un punto: il SEO copywriting non esiste come entità, ma in funzione del pubblico. Vuoi ottenere il massimo dai tuoi testi? Ecco i migliori SEO tool, usali con cura e senza pretendere miracoli: devi metterci la tua capacità di analisi.

Google Keyword Planner: la base

Inizio con il SEO tool per eccellenza: Google Keyword Planner, lo strumento messo a disposizione da Mountain View per capire qual è il volume di ricerca di una parola chiave, senza dimenticare il CPC (costo per click, fondamentale per definire la concorrenza nei confronti di una keyword).
Il volume di ricerca è la media delle ricerche mensili. Prima il Keyword Planner proponeva numeri, oggi per molti utenti si ragiona in termini generici. Dati più specifici vengono elargiti a chi attiva una campagna AdWords, in ogni caso può fare la differenza e dare delle indicazioni chiare.
L’aspetto interessante di Google Keyword Planner: ti dà delle idee correlate per parole chiave pertinenti. A cosa serve questo tool? Un web writer deve consultare i numeri, deve sapere cosa cercano le persone e quanto sono interessate a un argomento. Ma non deve farti incantare dalle cifre.
Una keyword con un alto volume di ricerca non è per forza un obiettivo da raggiungere, è la strategia a dettare il ritmo. Proprio come dice Jacopo Matteuzzi quando spiega come scrivere un articolo ottimizzato SEO. Keyword Planner è un amico fidato per individuare la parola chiave più importante.
Quando scelgo una keyword per il mio articolo valuto anche la concorrenza (numero degli inserzionisti) e il CPC. Questi elementi mi permettono di considerare l’importanza di una parola chiave per una nicchia: le conversioni non arrivano dal numero di visite, ricorda questo punto.

Ubersuggest: un mondo di correlate

Chi lavora nel mondo del web copywriting conosce Ubersuggest, uno dei SEO tool più efficaci. A cosa serve? A organizzare in ordine alfabetico le keyword correlate. Ovvero le parole chiave che ruotano intorno a quella principale. Un risultato del genere lo puoi ottenere anche con Google.
In che modo? Sfruttando il completamento della ricerca o i suggerimenti che si trovano alla fine della serp. Ubersuggest, però, ha il pregio di definire ogni soluzione, ogni possibile sfumatura della keyword che ti interessa. Basta un click per avere tutti i risultati, ma come puoi usarli per ottenere il massimo?
Con Google Keyword Planner individui la focus keyword, la parola chiave più importante in termini di ricerche e rilevanza per la tua nicchia. Con Ubersuggest, invece, trovi gli argomenti da sviluppare per soddisfare le esigenze del pubblico. Ecco un esempio legato al topic “calendario editoriale”.
  • Focus keyword: calendario editoriale
    • Calendario editoriale per social
    • Calendario editoriale per blog
    • Modello calendario editoriale
      • Modello calendario editoriale in Excel
      • Modello calendario editoriale in PDF
      • Modello calendario editoriale da stampare
Questi approfondimenti non sono scelti a caso, ma arrivano dall’analisi delle correlate di Ubersuggest. In alternativa puoi usare due tool che hanno delle caratteristiche simili: SuggestMrx e Keyword.io. Quest’ultimo tool è particolarmente interessante perché ti consente di cercare all’interno di database interessanti come YouTube, Amazon Bing ma anche Alibaba, Fotolia e Playstore.
SEO Tool per copywriter
Per completare il tutto puoi usare uno strumento che amo: le mappe mentali. Al centro metti la focus keyword, ogni nodo riguarda una delle correlate che hai scelto e così fino a raggiungere le soluzioni più specifiche. In questo modo puoi organizzare i tuoi contenuti con un numero limitato di SEO Tool. Hai bisogno di altro per scrivere online? Vediamo, qualcosa può servire.

Hypersuggest e le ricerche inverse

Molti si fermano a Ubersuggest e alle correlate ferme alla combinazione “keyword principale + nuove parole”. Perché non andare oltre nella scoperta delle soluzioni utili per capire cosa succede su Google rispetto a un determinato termine? Lo puoi fare con HyperSuggest, un ottimo SEO tool.
Quali sono le funzioni di questo strumento? Prova tu stesso: inserisci la parola che ti interessa e genera i risultati. Puoi puntare sulla combinazione classica, quella che ho citato sopra che vede la parola principale seguita da nuove chiavi di ricerca. Oppure puoi selezionare solo ReverseSuggest. Vale a dire i risultati che ti spiegano cosa scrivono le persone prima della tua keyword.
In questo modo puoi avere uno scenario completo, definito. Soprattutto se sintetizzi entrambe le opzioni. NormalSuggest e ReverseSuggest sono le funzioni essenziali di questo tool: usale nel miglior modo possibile per raffinare gli argomenti da affrontare nel tuo contenuto ideale.

Google Trends, cosa e quando scrivere

Per me Google Trends è uno strumento decisivo. Può essere la soluzione decisiva per organizzare il calendario editoriale come un vero stratega del blogging. Il motivo è semplice: questo SEO tool ti consente di capire quali sono le evoluzioni di ricerca di un determinato termine. Prendendo in considerazione una serie di correlate.
Hai una struttura turistica in montagna e il sito web ha un blog. Vuoi scrivere una serie di articoli dedicati alla settimana bianca. Qual è la parola chiave da sfruttare? In quale periodo? Confronta l’andamento delle alternative, cerca di capire cosa vogliono le persone e in che periodo dell’anno.
In questo modo è facile capire quando e come pubblicare. Con Google Trends puoi capire qual è il momento giusto per pubblicare un articolo. E ti assicuro che questo vale anche per le ricerche geografiche: puoi dare delle flessioni interessanti se sai da dove arrivano le query.

Answer The Public, la risposta a tutto

Uno dei tool più utilizzati nell’universo SEO e che sta conquistando l’attenzione anche dei web writer: Answer The Public. Cosa fa questa utility? Ti permette di estrarre tutte le domande che il pubblico fa sui motori di ricerca intorno a una parola. Se cerchi, ad esempio, la parola blog cosa ottieni?
Answer The Public
Cosa succede se inserisco una parola in Answer The Public?
Una ruota con una serie di rami che ti permettono di scoprire come si articolano le domande in base a esigenze specifiche: perché, quando, dove, cosa, chi. Subito dopo trovi un grafico simile che si riferisce alle preposizioni. In questo modo hai un quadro chiaro della situazione e di come si articolano le ricerche sul web. A cosa serve questo tool, mi chiedi? A raffinare il calendario.
Per chi dedica tutte le proprie energie a un argomento è essenziale: puoi indagare in profondità, puoi dare risposte concrete alle persone che cercano determinate informazioni. E questo diventa oro colato per chi deve sfornare titoli vincenti, e per chi deve creare un piano editoriale.

Quali SEO tool usi per scrivere?

Questi sono gli strumenti che uso ogni giorno per scrivere meglio, per lavorare nel mondo del blogging e del copywriting. Ah, dimenticavo: tutto questo è inutile se non ci metti la testa. Nel senso che le keyword possono dare dei riferimenti, ma devi essere tu a contestualizzare il tutto. Altrimenti non ottieni altro che pagine inutili piene di parole chiave. Altrettanto superflue.
Quindi, ecco il mio consiglio: trova il topic più importante per l’articolo, indaga e cerca degli argomenti correlati, individua il trend delle ricerche e crea il contenuto migliore. Sei d’accordo? Vuoi aggiungere la tua esperienza? Lasciala nei commenti come sempre, affrontiamo insieme l’argomento.

Quello che i rivenditori online dovrebbero sapere sul Mobile Marketing

Fonte articolo: https://www.3dprestige.com/quello-che-i-rivenditori-online-dovrebbero-sapere-sul-mobile-marketing/

Hai controllato il telefono negli ultimi 15 minuti? Sicuramente sì. Non sei l’unico. Così ha fatto il 52% degli utenti di smartphone negli Stati Uniti, secondo Gallup.
L’utilizzo della telefonia mobile ha superato l’utilizzo del PC già nel 2014, e questo trend non sembra destinato a invertirsi. Anzi.
Perché?
  • I dispositivi mobili sono significativamente più piccoli di un computer di medie dimensioni. E’ più facile tirar fuori uno smartphone dalla tasca per leggere le news piuttosto che tirare fuori un computer portatile dalla custodia, o alzarsi per accendere un computer desktop.
  • Nei prossimi anni gli smartphone, per alcuni utenti, sostituiranno completamente i computer desktop grazie al miglioramento della potenza di calcolo, le dimensioni più grandi dello schermo e le possibilità di connettersi a qualsiasi altro dispositivo.
  • Si prevede che l’utilizzo del telefono cellulare raggiunge un numero di 4770 milioni nel 2017.
  • Le persone portano i dispositivi mobili dappertutto. Lo dice il nome stesso: mobile.
Mobile marketing per incrementare vendite e fatturato
Mentre l’utilizzo del mobile è in crescita esponenziale ogni anno, i web marketers hanno ancora grossi dubbi nell’investire in mobile advertising. I loro più grandi timori riguardano alcuni dei seguenti aspetti:
  1. Tempo di prova di ogni annuncio o testing time: non ogni dispositivo mobile risponde in maniera uguale a un particolare annuncio, di conseguenza il tempo di prova varia da un sistema operativo ad un altro. Ottimizzare gli annunci per ogni dispositivo mobile richiede più tempo che testare gli annunci per un PC.
  2. Dimensioni dello schermo: confrontando la dimensione dello schermo di uno smartphone con le dimensioni di uno schermo di un computer desktop, è possibile dedurre il perchè i proprietari di shop online tendano a evitare il mobile marketing.
Tali preoccupazioni dei proprietari di negozi online sono del tutto giustificate in considerazione del fatto che essi temono di rischiare di perdere tempo e denaro.
Ma non tutto è così male come sembra.

Vediamo quali aspetti del Mobile Marketing possono avere un impatto positivo sullo shopping online:

  • La riconoscibilità del marchio (Brand Awareness) è il primo fattore di una certa rilevanza che può essere influenzato se una vera e propria strategia di mobile marketing viene intrapresa e mantenuta nel tempo. Offrendo regolarmente informazioni mirate ai potenziali clienti, i rivenditori online potrebbero riscontrare cambiamenti (in positivo) nella visibilità del proprio marchio.
  • Il secondo elemento che viene impattato da una strategia di mobile marketing è il coinvolgimento del cliente (Customer Engagement). Il coinvolgimento del cliente è direttamente collegato alla consapevolezza del marchio nella misura tale da garantisce che le persone torneranno a visitare una certa pagina web se essa è mobile-friendly.
  • Oltre alla consapevolezza del marchio e il coinvolgimento del cliente, il successo di una strategia di mobile marketing influisce sui tassi di conversione delle vendite. Una strategia ponderata non solo ha il potere di trattenere e mantenere il cliente, ma converte anche il traffico di potenziali clienti in vendite effettive.
  • L’ultimo aspetto che una campagna pubblicitaria mobile può influenzare sono gli acquisti offline. Non tutti sono capaci di utilizzare i loro telefoni per completare il processo di acquisto. Ben l’88% dei consumatori ricerca online e poi acquista in un negozio fisico. Oltretutto, molti utenti prendono in mano i loro smatphone per essere aiutati (attraverso informazioni, recensioni, immagini) durante lo shopping nei negozi fisici.
Il grafico qui sotto mostra come molti membri di un specifico gruppo di età usino il loro smartphone o il loro tablet per acquistare online, secondo un report di Bronto.
Acquisti online tramite smartphone e tablet
Lo stesso report afferma che i pc portatili (laptop) sono ancora i principali dispositivi usati per fare un acquisto online.
Sebbene l’utilizzo di smartphone e tablet non sia così diffuso come l’utilizzo di computer portatili per gli acquisti online, i proprietari e gestori di e-commerce hanno una grande varietà di scelte quando si tratta di strategie pubblicitarie su dispositivi mobili.
Vediamole insieme:

App Mobile marketing

L’App marketing mostra un grande potenziale tra tutte le varie tattiche di pubblicità. Le persone spendono circa l’80% del loro tempo sui dispositivi mobili utilizzando le applicazioni. Siamo tutti d’accordo che gli annunci che compaiono nelle applicazioni sono abbastanza fastidiosi, per non dire molto. I proprietari di negozi online dovrebbero sfruttare la potenza dell’App marketing per creare le proprie applicazioni.
La distribuzione e la promozione di una nuova applicazione è di vitale importanza per la sua sopravvivenza ed espansione tra gli utenti di telefonia mobile. Quando decidi di rilasciare un app, ricordati che deve essere unica, esclusiva e utile, le persone devono avere un motivo per scaricarla. In caso contrario, tutti i tuoi sforzi saranno stati vani.

In-game marketing

Secondo Mintel, quasi la metà degli americani usano i loro dispositivi mobili per giocare. L’In-game marketing può apparire in forma di bandiera pop-up, annunci video e annunci illustrati a schermo intero. Il più alto livello di interazione con l’utente, e quindi il più alto livello di efficacia, si raggiunge quando è possibile integrare gli annunci pubblicitari in modo tale da sembrare una caratteristica all’interno di un gioco.

Location marketing

Targettizzare gli utenti non è mai stato così facile. I dispositivi mobili consentono di rintracciare un gruppo mirato di persone e conoscere la loro posizione. Il Location marketing può attirare un potenziale cliente entro il raggio di una specifica attività.
Questa strategia ha una gamma utenti un pò limitata, ma la combinazione con un’altra tattica di mobile advertising può contribuire a estendere il suo pieno potenziale.
Utilizzare tecniche di mobile marketing per raggiungere più clienti

Cosa dire dei tassi di conversione?

Il problema più grande con il Mobile Marketing sono i bassi tassi di conversione. Il sogno di ogni rivenditore online, dopo aver investito in una luccicante campagna di mobile advertising, è quello di convertire il traffico del suo sito web in acquisti online.
Purtroppo, non è così semplice come sembra, e si traduce spesso in perdite. Tuttavia, è possibile apportare alcune modifiche che avranno un effetto diretto positivo sui tassi di conversione da dispositivi mobili.
Eccole qui:

Ottimizzazione delle Landing Page

Delle pessime landing page possono far abbandonare il carrello della spesa ai tuoi potenziali clienti. Ma quel che è peggio, è che essi possono avere una così brutta esperienza da non tornare più sul tuo sito.
L’ottimizzazione delle landing page inizia riducendo la quantità di contenuti presenti nella pagina. I siti web sui dispositivi mobili si caricano molto più lentamente se contengono un sacco di immagini. Prova a rimuovere le immagini non necessarie dal tuo sito. Se consideri davvero necessario disporre di tutte quelle immagini, applica il ridimensionamento di esse.
Inoltre, assicurati che stai fornendo ai tuoi utenti solo le informazioni più importanti. Troppo testo renderà il tuo sito web poco fruibile.
Un altro aspetto importante riguarda il design e l’aspetto grafico del tuo sito web. Gli utenti tendono ad annoiarsi e ad abbandonare i siti vecchi e antiquati. Se non vuoi perdere potenziali clienti e soffrire quindi di bassi tassi di conversione è fondamentale che il tuo sito sia aggiornato. Hai mai pensato a un restyling del tuo sito internet?

Ottimizzazione del checkout da mobile

Numerosi clienti abbandonano il carrello a causa di un complicato processo di checkout. Il motivo principale? Moduli lunghi da riempire con informazioni inutili.
Le persone che si sentono chiedere eccessive informazioni lo prendono come un attacco alla propria privacy. Il tuo sito web dovrebbe avere la soluzione più rapida a questo problema: i form per il checkout devono richiedere solo informazioni di base ai clienti.
I siti web mobile-friendly dovrebbero inoltre avere il più semplice design possibile per le pagine di checkout e comprendere anche un guest checkout. Un ospite non registrato potrà successivamente diventare un cliente abituale.

Rimozione di banner pop-up

Una volta effettuate l’ottimizzazione della landing page e della pagina di checkout, è meglio verificare se le tue pagine web soffrono della sindrome da banner pop-up. Gli utenti odiano quando non possono ignorare o “skippare” i banner e questo porta a interrompere il loro processo decisionale e di acquisto.
Nel caso in cui un visitatore sia riuscito in qualche modo a farsi largo attraverso un mare di banner pop-up, a volte questi possono riapparire durante le ultime fasi di acquisto. Conseguenza: frustrazione dell’utente e abbandono del carrello.
Prova a verificare e a rimuovere completamente i banner pop-up per migliorare l’esperienza d’acquisto da mobile e accelerare l’intero processo.

Il Mobile Marketing è un elemento chiave di ogni strategia di successo di pubblicità online. Ogni rivenditore online dovrebbe prendere in considerazione questa pratica.

I rivenditori online a volte trascorrono ore e ore a ottimizzare il sito web del loro marchio, tuttavia finiscono poi l’anno con report che indicano cali delle vendite. Uno dei loro punti deboli nelle strategie pubblicitarie potrebbe essere appunto il Mobile Marketing.
Il Mobile Marketing può influenzare la Brand Awareness, il coinvolgimento del cliente, i tassi di conversione delle vendite e gli acquisti offline.
Una corretta ottimizzazione del sito web per una versione mobile-friendly e il prendersi del tempo per capire ciò che gli utenti cercano e si aspettano nei negozi online potrebbero rendere gli acquisti online più semplici e più frequenti!